Dott.ssa Serena Basile
"Ha ragione chi è felice"
L. Tolstoj
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Peso specifico – Il podcast che alleggerisce il peso, non la scienza.
INTERVISTA PORTALE SALUTEUROPA.ORG
CHI SONO
Mi chiamo Serena Basile e lavoro come psicologa, psicoterapeuta e psicotraumatologa.
Svolgo questa professione da più di quindici anni: un tempo intenso e ricchissimo, in cui i miei pazienti, giorno dopo giorno, mi hanno insegnato più di quanto avrei potuto immaginare.
Credetemi: occuparsi di menti umane e assistere alla loro capacità di rimettersi al mondo dopo inciampi a volte terribili è il lavoro più bello del mondo, e non smette mai di arricchirmi.
Nei miei anni di formazione, la palestra più tosta sono state due realtà ospedaliere in cui ho svolto il mio tirocinio di specialità: il Policlinico di San Donato, nei reparti di Cardiochirurgia pediatrica e acquisita e nella Terapia Intensiva, e l’Ospedale San Gerardo di Monza, nell’Ambulatorio Vademecum Ansia e Depressione e nel contesto carcerario. Da questi inizi, ho progressivamente delineato le mie traiettorie professionali e le collaborazioni che hanno accompagnato il mio percorso.
Essendo da sempre sensibile all’importanza della diffusione di una buona cultura psicologica, nei primi anni di attività mi sono dedicata anche a diverse esperienze no profit. Nel 2010 ho colto al volo la genialità del caro amico Adriano Giannini, oggi imprenditore con Narratè srl, contribuendo alla realizzazione dell’Aperitologo – l’aperitivo con lo psicologo dentro. Nel 2012 ho poi fondato l’associazione no profit Dentro un quadro con cui ho organizzato presso la Casa dei Diritti di Milano il Convegno “Non ho più pane nel piatto”, dedicato agli effetti psicologici della perdita del lavoro e alla presentazione del modello di intervento Caring Angels, e l’evento “StandUpificio”, pensato per condividere strategie per rimettersi in piedi.
Oggi svolgo la mia attività prevalentemente nel mio studio, dove mi dedico al lavoro clinico e preparo i miei interventi di formazione.
I più curiosi trovano qui il mio curriculum dettagliato.
press:
Aperitologo
Standupificio
Non ho più pane nel piatto
Caring Angels
ATTIVITà CLINICA
So bene che, quando si vive un disagio, il bisogno di dargli un nome è fortissimo. Chiamarlo ci aiuta a sentirci più saldi, meno “foglioline al vento”.
Al primo colloquio, sette volte su dieci un paziente ha già chiara una parte del disagio che lo sta mettendo in ginocchio. Le restanti tre volte è indeciso tra due o tre ipotesi.
Tutti noi, di fronte a un sintomo o a qualcosa che non ci torna nel nostro modo di sentirci, cerchiamo risposte online: forum, articoli, o persino l’Intelligenza Artificiale. Lo facciamo per orientarci, capire se esistono strade possibili, trovare un po’ di rassicurazione. Considerati i costi di una terapia, se riusciamo a ottenere qualche indicazione pratica gratis, perché no.
Chi decide di intraprendere un percorso di psicoterapia, però, entra davvero nella melma delle proprie sofferenze. Non da solo, ma in cordata con il terapeuta che ha scelto.
Io mi occupo di questo: accompagno chi si rivolge a me in un viaggio passo dopo passo. Un viaggio in cui si scopre quanto la mente possa rigenerarsi e quanto straordinaria sia la capacità di ritrovare se stessi.
Nel corso degli anni ho supportato persone con ansia, depressione, stress, sintomi post-traumatici, disturbi alimentari, psicosomatici e relazionali, dolore cronico, disturbi dell’adattamento e dell’identità di genere.
Aiuto genitori a trovare strategie efficaci per crescere i propri figli (supporto alla genitorialità) e donne o coppie che intraprendono percorsi di PMA (FIVET omologa o eterologa) per realizzare il desiderio di avere un figlio.
Da qualche anno, accompagno anche Persone Altamente Sensibili (PAS) a conoscersi meglio e a gestire al meglio le sfide di questo mondo faticosissimo.
Offro percorsi di psicoterapia individuale e di coppia, guidando ciascuno a ritrovare equilibrio, consapevolezza e strumenti concreti per vivere la propria vita con maggiore serenità, autenticità e fiducia nelle proprie capacità.
FASCE DI ETA'
- • Pre-Adolescenti
- • Adolescenti
- • Giovani Adulti
- • Adulti
INTERVENTO
- • Terapia individuale
- • Terapia di coppia
AREE
- • Traumi
- • Ansia e Depressione
- • LGBTQIA+
- • Disturbi alimentari
- • Disturbi relazionali
- • Stress
- • Disturbi psicosomatici
- • Dolore cronico
- • Supporto alla genitorialità
- • Alta sensibilità (PAS)
- • Supporto percorsi PMA eterologa ed omologa
Formazione
Da qualche anno, mi occupo di formazione rivolta a Operatori Sanitari (medici, biologi, farmacisti, psicologi).
Qualunque sia il tema di volta in volta oggetto del mio speech, finiamo sempre per battere sul solito chiodo: l’importanza della relazione col paziente come strumento prioritario per qualsiasi intervento di cura che si rispetti.
EVENTI IN PROGRAMMA:
Arkopharma Italia
AIMF - Associazione Italiana Medicina Funzionale
Cagnola
Codine Felici
Supervisione
Fare supervisione è un regalo della “vecchiaia” professionale.
Significa che accompagno colleghi nel lavoro di supporto o psicoterapia che svolgono con i loro pazienti. O, anche, operatori sanitari che conosco durante le mie formazioni, che vivono momenti di forte stress e che non riescono più a raccapezzarsi.
Lavorare con persone sofferenti – perché questo facciamo: lavoriamo a stretto contatto con la sofferenza –
può a volte metterci a dura prova e sempre, sempre, sempre ci interroga nel profondo.
Perché con quel paziente non riesco a lavorare sulle emozioni più profonde? Come mai il percorso terapeutico di quella persona è in stallo? Cosa non metto a fuoco di quel paziente, che potrebbe aiutarmi a sbloccare l’impasse in cui ci troviamo?
Ecco: in un percorso di supervisione ci facciamo queste domande. Perché la supervisione non è solo
tecnica, ma è l'arte di ritrovare insieme il bandolo della propria vocazione.
Fare supervisione è un regalo della “vecchiaia” professionale.
Significa che accompagno colleghi nel lavoro di supporto o psicoterapia che svolgono con i loro pazienti. O, anche, operatori sanitari che conosco durante le mie formazioni, che vivono momenti di forte stress e che non riescono più a raccapezzarsi.
Lavorare con persone sofferenti – perché questo facciamo: lavoriamo a stretto contatto con la sofferenza – può a volte metterci a dura prova e sempre, sempre, sempre ci interroga nel profondo.
Perché con quel paziente non riesco a lavorare sulle emozioni più profonde? Come mai il percorso terapeutico di quella persona è in stallo? Cosa non metto a fuoco di quel paziente, che potrebbe aiutarmi a sbloccare l’impasse in cui ci troviamo?
Ecco: in un percorso di supervisione ci facciamo queste domande. Perché la supervisione non è solo tecnica, ma è l'arte di ritrovare insieme il bandolo della propria vocazione.
Psicoterapia
Nel campo della psicoterapia esistono molte scuole e modelli teorici diversi.
Mi piace immaginarli come diverse paia di “occhiali”: ognuno permette di guardare l’esperienza da una prospettiva particolare e offre strumenti per capire meglio il modo in cui interpretiamo ciò che viviamo. A volte proprio queste interpretazioni, costruite nel tempo, possono diventare fonte di fatica o di sofferenza; la psicoterapia aiuta a riconoscerle e, quando necessario, a trasformarle.
Gli “occhiali” con cui lavoro principalmente sono quelli della Psicoterapia Cognitivista Relazionale, di matrice costruttivista ed evoluzionista. Nel tempo ho integrato questo approccio con contributi provenienti dalle Neuroscienze e dalla Psicoterapia Sensomotoria, cercando di mantenere uno sguardo attento alla complessità dell’esperienza umana, che coinvolge pensieri, emozioni, corpo e relazioni.
Psicotraumatologia
Quel che rende traumatico un evento non è l’evento in sé, ma l’impossibilità del sistema nervoso di mantenere un funzionamento integrato nel corso dell’esperienza.
In linea generale, anche se sottoposto a un forte stress, il nostro Sistema Nervoso ci permette di “tener botta” grazie a un dialogo continuo fra Sistema Nervoso Autonomo e Sistema Nervoso Centrale e, in quest’ultimo, fra le Aree Corticali e le Aree Sottocorticali. Quando questa capacità del Sistema Nervoso di sorreggerci con un funzionamento integrato viene meno, ci troviamo di fronte a un’esperienza con impatto traumatico.
Quel che resta di noi è un corpo che si mantiene in uno stato di allerta costante, sempre pronto a scattare e a tentare risposte di sopravvivenza, spesso in assenza di autoconsapevolezza.
Quando lavoro sul trauma, lavoro sul corpo.
Un corpo che va capito, sentito, sbloccato. Per poi ripristinare una modalità di funzionamento integrata,che possa tornare a godere di un sano dialogo fra le parti, corpo incluso.
Medicina Integrata
Dietro ogni sintomo c’è una persona, non solo una diagnosi: la Medicina Integrata non cerca solo di capire cos’hai, ma prima di tutto chi sei.
Spesso è nel nostro modo di vivere, nelle abitudini e nelle traiettorie della vita che si nasconde l’origine di molti malanni, soprattutto quelli cronici, e uno stato di infelicità prolungato può incidere profondamente sulla salute.
Gli operatori sanitari con cui collaboro adottano questo approccio. E anch’io.
Accolgo spesso pazienti inviati da altri professionisti della salute, che chiedono un parere o un intervento su sintomatologie organiche ricorrenti. Allo stesso tempo, quando incontro persone sottoposte a forte stress psicologico – soprattutto se prolungato – anche senza evidenti sintomi organici, può essere utile approfondire gli aspetti biologici e sistemici. In questi casi invio i miei pazienti a medici con un approccio integrato per ulteriori approfondimenti diagnostici.
La Medicina Integrata è questo: lavorare insieme, integrando competenze e saperi, per la salute dei pazienti. Perché dietro ogni sintomo c’è una persona. Sempre.
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